Che dice il nuovo «programma comunista» dei nuovi concorsi per diventare «dottore in bordighismo» indetto dalla Fondazione Amadeo Bordiga?

(«il comunista»; N° 101; Settembre 2006)

 

 

Otto anni fa, alcuni intellettuali cosiddetti «di sinistra» insieme ai capi del nuovo «programma comunista», dettero vita alla famigerata Fondazione Amadeo Bordiga. Si puň leggere la nostra ferma critica a questa iniziativa su «il comunista» n.71-72 del 2000 nell’articolo intitolato: «Costruttori e adoratori di icone inoffensive all’opera: è nata la Fondazione Amadeo Bordiga».

Ribadiamo ciò che allora denunciavamo chiaramente: aver partecipato alla nascita e all’attività di questa Fondazione ha irrimediabilmente trasformato i capi del nuovo «programma comunista» in strumenti dell’opportunismo. Il fatto che a questa iniziativa i capi del nuovo «programma comunista»abbiamo dato, e diano, (come è stato dichiarato da altri esponenti del loro partito) il proprio apporto «a titolo personale» non attenua la gravità della posizione assunta. Di più, il fatto che il loro partito non abbia mai preso posizione pubblicamente contro questo tipo di iniziativa - come avrebbe dovuto essere naturale per chi si dichiara erede della Sinistra comunista - dimostra non solo l’imbarazzo per non sapere come giustificare la mancata espulsione dall’organizzazione di quei loro militanti, ma anche la sua attitudine profonda all’individualismo che, d’altra parte, è emersa nettamente in questo gruppo fin dalla crisi esplosiva del partito nel 1982-1984.

Che cos’è se non individualismo la «libera scelta» da parte dei militanti ad iniziative non coerenti con le indicazioni di partito? Che partito è quel partito che lascia i propri militanti liberi di svolgere iniziative ed attività del tutto contrarie a quelle che il partito dichiara apertamente di svolgere?

Da che genere di militanti è composto un partito del genere?

Se oggi, ad un gregario o a un capo, si lascia la libertà di decidere per conto proprio, aldifuori della disciplina politica e organizzativa di partito, di partecipare ad una Fondazione o a una qualsiasi iniziativa che non risponda ai criteri vincolanti delle linee politiche e tattiche del partito, domani, quando la situazione sociale sarà più tesa e la temperatura della lotta proletaria salirà, che fine farà la disciplina politica e organizzativa di cui il partito avrà estremamante bisogno per combattere le forze avversarie e per influenzare e dirigere la lotta proletaria di classe? Il partito che non agisce con ferrea disciplina - richiamata molte volte da Lenin e dallo stesso Amadeo Bordiga - è un partito votato alla sconfitta, un partito che non sarà mai in grado di rappresentare ed essere l’unica guida rivoluzionaria del proletariato internazionale. La battaglia che la sinistra comunista portò nell’Internazionale Comunista affinché essa desse alle famose 21 condizioni d’adesione un carattere molto più deciso e intransigente di quel che la prima stesura esprimeva, non ha proprio insegnato nulla ai superpuristi del nuovo «programma comunista»?

La Fondazione Amadeo Bordiga ha recentemente indetto un paio di concorsi, con borse di studio, aperti a»studiosi italiani e internazionali», sempre incentrati sul personaggio Amadeo Bordiga. Il cosiddetto «partito comunista internazionale-programma comunista», da parte sua, continua vergognosamente a tacere. Evidentemente condivide il fatto che suoi militanti e futuri «dottori in bordighismo» partecipino alla trasformazione di un militante rivoluzionario, che per l’anagrafe borghese risponde al nome di Amadeo Bordiga, in icona inoffensiva. A quando le gite per visitare «la casa dove visse Amadeo Bordiga», a quando il primo mattone del mausoleo a lui dedicato? La degenerazione non ha proprio mai fine.

 

Partito comunista internazionale

www.pcint.org

 

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