Guerra russo-ucraina
«Un immenso esercito di disertori»
(«il comunista»; N° 185 ; Gennaio-Febbraio 2025)
SUL FRONTE UCRAINO
In un articolo su Le Monde del 26 ottobre scorso, uno scrittore ucraino descriveva la situazione in Ucraina come segue: «Abbiamo un immenso esercito di disertori che vaga per il paese». Ex soldato, era allarmato dalla «disperazione dei combattenti» rimasti al fronte per 3 anni senza speranza di essere sostituiti e dalla «difficoltà di mobilitare le truppe»; in effetti: «Se una persona si arruola nella fanteria, sa che non sopravviverà tre anni. (...) Qual è la soluzione per loro? La diserzione».
I soldati ucraini sono quindi chiaramente meno entusiasti di continuare la guerra rispetto ai sostenitori dell’Ucraina di «estrema sinistra», come l’NPA (1). Secondo il Financial Times, il numero di disertori da gennaio a ottobre di quest’anno è stato il doppio rispetto ai due anni precedenti: i tribunali ucraini hanno registrato 60.000 casi nei primi 10 mesi del 2024 (2). Secondo l’Associated Press, l’Ufficio del Procuratore Generale afferma che, dall’inizio della guerra, 100.000 soldati sono stati accusati di diserzione nei tribunali. Altre fonti ritengono che queste cifre siano sottostimate e che in realtà il numero dei disertori sia molto più alto (3).
Alcuni soldati inviati all’estero per l’addestramento approfittano dell’occasione per lasciare il paese: in Polonia se ne conta una decina al mese. Si è appreso di recente che tra i soldati della brigata «Anna di Kiev», una cinquantina hanno approfittato dell’addestramento in Francia per disertare e più di 1.700 non hanno raggiunto la loro unità in Ucraina (4).
Nel tentativo di porre fine a questo fenomeno, il 21 novembre è stata approvata una legge che esenta dalla pena detentiva i disertori che tornano al fronte; ma la sua efficacia sembra ridotta. All’inizio di ottobre, centinaia di soldati ucraini della 123a Brigata avevano abbandonato i mortali combattimenti a Vouhlevar e fatto ritorno a casa: alcuni sono tornati al fronte, ma la maggior parte è ancora nascosta (5).
In ogni caso, per far fronte alla carenza di soldati, le autorità stanno intensificando i controlli nelle strade e nei luoghi di ritrovo per scovare chi tenta di sottrarsi all’arruolamento, provocando talvolta reazioni violente. Inoltre, il governo ucraino, come quello russo, ha fatto ricorso ai prigionieri: diverse migliaia di loro sono stati liberati per essere inviati al fronte. Zelensky aveva già fatto appello a mercenari stranieri, in particolare a soldati colombiani, attratti a centinaia da una paga quattro volte superiore a quella percepita nel loro paese. Ma tutto questo non basta e le autorità ucraine subiscono pressioni da parte degli anglo-americani affinché aumentino il numero delle reclute.
DALL’ALTRA PARTE DEL FRONTE
Anche sul fronte russo sorgono problemi di reclutamento; finora le autorità non hanno voluto dichiarare una mobilitazione generale per paura di turbare la pace sociale; la mobilitazione parziale di diverse centinaia di migliaia di uomini nel settembre 2022 aveva provocato reazioni ostili che andavano dalle manifestazioni alla partenza per l’estero di centinaia di migliaia di persone. Da allora, poiché le campagne di reclutamento volontario non hanno prodotto risultati sufficienti, l’esercito ha fatto ricorso ai prigionieri; poi al reclutamento di soldati all’estero: migliaia di indiani, nepalesi, afghani, yemeniti ecc., o migranti, si sono arruolati nell’esercito russo, attratti da paghe vantaggiose e dalla promessa di ottenere la cittadinanza russa dopo un anno di servizio. Infine, la Corea del Nord ha inviato migliaia di soldati come carne da cannone sul fronte russo.
Ma ci sono anche molte diserzioni e perfino atti di violenza contro gli ufficiali, secondo le informazioni diffuse da un collettivo anarchico di Kharkov (6). Secondo la Corte Suprema della Russia, nella prima metà del 2023 più di 1.200 soldati sono stati condannati per vari atti di indisciplina (non specificati) rispetto ai 543 dello stesso periodo del 2022.
Alla fine di ottobre 2023, a Voronej 150 soldati, arruolati e coscritti, si rifiutarono di partire per il fronte; nonostante le intimidazioni da parte della gerarchia, una trentina di quelli che ancora si rifiutavano furono incarcerati e minacciati di fucilazione. Alcuni riuscirono a fuggire.
Da allora la situazione all’interno dell’esercito russo ha continuato a deteriorarsi; il numero di diserzioni, in aumento dal 23 marzo, ha raggiunto quasi 1.000 casi portati in tribunale nel luglio 2024. A novembre, un migliaio di soldati della 20a Divisione Fucilieri Motorizzata di stanza a Volgograd avrebbe disertato. Un’altra fonte russa ha elencato diversi casi di ufficiali uccisi dai soldati e decine di casi di resistenza violenta contro i sergenti reclutatori dell’esercito lo scorso giugno (7).
Il collettivo anarchico ha pubblicato un messaggio ricevuto all’inizio di settembre dalla regione separatista di Donetsk: «Il numero di soldati in fuga è sempre più in aumento (...). Ma la cosa triste è che se voi iniziate a dire alla gente che i soldati dovrebbero disertare l’esercito e rivolgere le armi contro chi è al potere, la gente sgranerà gli occhi e dirà: “volete che accada di nuovo il 1917? (...).Meglio resistere, altrimenti andrà ancora peggio”» (8).
Eppure è questa la soluzione: trasformare la guerra imperialista in una guerra civile, puntare le armi contro gli ufficiali, i dirigenti; allora, come dicono le parole dell’Internazionale: sapranno che i nostri proiettili sono per i nostri generali!
(1) L’NPA-Besancenot aveva rifiutato di far parte della lista di France Insoumise per le elezioni europee di giugno perché riteneva che essa non sostenesse sufficientemente l’Ucraina. E’ membro della «Rete europea di solidarietà con l’Ucraina» (RESU) insieme ai Verdi, all’Union Syndicale Solidaires, a piccole organizzazioni di sinistra e a varie associazioni. L’obiettivo principale del RESU sembra essere quello di convincere il governo a fornire più armi all’Ucraina: una rete chiaramente allineata con l’imperialismo occidentale!
(2)https://www.ft.com/content/9b25288d-8258-4541-81b0-83b00ad8a03f
(3) Financial Times del 12/01/2024.
(4) Un giornalista ucraino si è lamentato sulla sua pagina Facebook all’inizio di settembre: «Ho detto e ripeto che il numero dei disertori ha già superato le 150.000 persone e si avvicina alle 200.000. Con le dinamiche attuali, possiamo prevedere 200.000 disertori entro dicembre 2024».
(5) Le Monde del 04/01/25.
(6) assembly.org.ua, citato erroneamente da Il Manifesto, 4/12/2024. Le informazioni provenienti dall’Assemblea vengono spesso pubblicate dal sito trotskista wsws.org.
(7) vedi il canale Telegram russo https://t.me/mobdnrlive
(8) https://libcom.org/article/catastrofe-qualcuno-salvezza-altri-deserzione-inondazioni-ucraina
Partito Comunista Internazionale
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www.pcint.org