Puoi truffare l'INPS e cavartela, ma se rubi il basilico ti condannano!

(«il comunista»; N° 189 ; Novembre 2025 - Gennaio 2026)

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E' nota la vicenda che riguarda la truffa all'INPS della ministra del Turismo del governo Meloni, Daniela Santanché.

Durante la pandemia di Covid-19, tra maggio 2020 e febbraio 2022, per 13 dipendenti di due società del gruppo Visibilia della Santanché era stata chiesta e ottenuta la cassa integrazione in deroga per oltre 126.000 euro. In realtà, questi lavoratori non furono mai messi in cassa integrazione. Visibilita si è quindi intascata i 126.000 euro truffando bellamente l'INPS. L'indagine non è mai finita a processo che, anzi, è stato continuamente rimandato con le solite furbate burocratiche di cui gli avvocati ben pagati sono specialisti. L'ultima furbata rimanda l'eventuale processo alla Consulta (tra 8-12 mesi?, chissà...). Intanto la ministra truffatrice, che non si è sognata minimamente di dimettersi, continua a intascare il lauto stipendio di 180.000 euro l'anno circa...

A Trieste, un uomo di 42 anni ruba da un cortile una pianta di basilico. Viene beccato e processato con rito abbreviato. Nonostante abbia restituito la pianta e risarcito il proprietario, viene comunque condannato a 1 anno e mezzo di carcere beneficiando della riduzione di pena a 9 mesi. Si tenga conto che un reato del genere - cioè rubare una pianta da un cortile privato - è punito secondo la legge italiana con pene severissime: dai 4 ai 7 anni di reclusione, che possono salire addirittura da 5 a 10 anni in caso di "aggravanti"... (cfr. il fatto quotidiano, 6.12.2025)

Se vieni beccato a rubare una pianta di basilico in un cortile, o una banana dal fruttivendolo, rischi grosso..., ma se fai il ministro e truffi l'INPS, 99 su 100 te la cavi. Te la puoi cavare anche se sei figlio di un ministro, come nel caso di La Russa jr, figlio del presidente del Senato, accusato da una ragazza di 22 anni nel 2023 per violenza sessuale e per diffusione di un video con immagini "sessualmente esplicite". La violenza sessuale non è stata riconosciuta dai giudici, mentre si vedrà come andrà a finire il processo per il revenge porn nel quale è implicato anche un amico dj del giovane La Russa.

Il fatto che la ragazza fosse in "stato di alterazione" per aver assunto alcool e droga (come racconta il fatto quotidiano del 30.10.2025) e quindi incapace di decidere serenamente se essere consenziente o meno a fare sesso dopo  una serata con loro nella movida milanese, per i giudici non ha contato nulla. In casi come questo, essendoci di mezzo un figlio della "Milano bene", se c'è una colpa va data alla ragazza perché... non avrebbe dovuto mettersi in situazioni simili...

 

 

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