La rivoluzione è la cosa più autoritaria che vi sia

(«il comunista»; N° 189 ; Novembre 2025 - Gennaio 2026)

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«Gli antiautoritari domandano che lo Stato politico autoritario sia abolito d’un tratto, prima ancora che si abbiano distrutte le condizioni sociali che l’hanno fatto nascere. Essi domandano che il primo atto della rivoluzione sociale sia l’abolizione dell’autorità. Non hanno mai veduto una rivoluzione questi signori?

Una rivoluzione è certamente la cosa più autoritaria che vi sia; è l’atto per il quale una parte della popolazione impone la sua volontà all’altra parte col mezzo di fucili, baionette e cannoni, mezzi autoritari se ce ne sono; e il partito vittorioso, se non vuol avere combattuto invano, deve continuare questo dominio col terrore che le sue armi ispirano ai reazionari.

La Comune di Parigi sarebbe durata un sol giorno se non si fosse servita di questa autorità di popolo armato, in faccia ai borghesi? Non si può al contrario rimproverarle di non essersene servita abbastanza largamente?

Delle due cose l’una: O gli antiautoritari non sanno ciò che dicono, e in questo caso non fanno che seminar confusione; o essi lo sanno e in questo caso tradiscono il movimento del proletariato.

Nell’un caso e nell'altro essi servono la reazione»

 

(Engels, Dell’autorità, 1872)

 

 

Partito Comunista Internazionale

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