(«il comunista»; N° 190 ; Marzo 2026)
La guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, ricominciata nel mese di marzo, ha interessato inevitabilmente tutto il Medio Oriente; che l'Iran sia, per l'ennesima volta, al centro dei contrasti sia regionali che mondiali, è un fatto noto fin dalla sua costituzione in Stato indipendente sotto lo Scià Reza Palhavi. Dalle grinfie dell'imperialismo inglese è po passato a quelle dell'imperialismo americano, e il suo peso strategico, sia per la posizione al centro tra Medio Oriente, Asia centrale e Oceano Indiano, sia per la ricchezza in petrolio del suo sottosuolo, è in realtà aumentato da quando, dopo il rovesciamento del regime dello Scià, il nuovo regime islamico sciita di Khomeini e dei Khamenei, da una posizione antiamericana, ma non necessariamente filorussa o filocinese, è passato a un'alleanza con la Russia e la Cina come le vicende del Brics e le ultime vicende legate a questa guerra dimostrano.
Non c'è dubbio che il nodo intorno al quale tutte le guerre che hanno riguardato, riguardano e riguarderanno il Medio Oriente è costituito dalla rendita petrolifera. Dagli Stati Uniti all'America Latina, dal Vicino e Medio Oriente alla Russia, all'Asia centrale e all'Africa, il capitalismo imperialista, assetato di petrolio, non solo doveva ottenere concessioni per ispezionare terre e mari alla ricerca di giacimenti petroliferi da sfruttare, ma con l'acuirsi della concorrenza interimperialistica ogni potenza era ed è spinta a impossessarsi, o perlomeno a controllare in modo pesante, i paesi produttori. L'embargo sul petrolio russo da parte degli occidentali, con il pretesto dell'aggressione di Mosca all'Ucraina, lo dimostra ampiamente; l'attacco americano al Venezuela lo ribadisce; l'attacco all'Iran - d'altra parte non è stato il primo e non sarà l'ultimo - aggiunge una criticità mondiale già in essere nei rapporti interimperialistici che vedono gli Stati Uniti perdere tendenzialmente l'egemonia mondiale precedente, situazione che li spinge a scontrarsi non solo coi nemici "storici" (come la Russia) , ma a ingaggiare guerre locali a destra e a manca in previsione di una prossima guerra mondiale. Di tutto questo tratteremo nel prossimo giornale.
Partito Comunista Internazionale
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