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Archivio del giornale «il programma comunista»

organo politico del partito dal 1952 fino al 1983

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Spartaco

Bollettino centrale di impostazione programmatica e di battaglia dei Comunisti Internazionalisti aderenti alla C.G.I.L.

Anni 1962 - 1965

 

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Introduzione

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Come dicevamo nella Premessa generale, dal maggio 1962 all’ottobre 1965 uscirono, come Supplemento del giornale, 30 numeri mensili di «Spartaco»; i primi 24 numeri come «Bollettino centrale di impostazione programmatica e di battaglia dei Comunisti Internazionalisti aderenti alla CGIL», e i numeri dal 25 al 30 come «Organo mensile di impostazione programmatica e di battaglia dei militanti del Partito Comunista Internazionale iscritti alla CGIL».

E’ la prima uscita di un foglio “sindacale” col quale il partito cerca non solo di definire la sua impostazione programmatica relativamente al terreno della lotta immediata, ma anche di supportare la battaglia politica e pratica che tutti i suoi militanti conducevano nelle diverse situazioni lavorative e all’interno della CGIL, in quanto sindacato al quale la grande maggioranza degli operai era iscritta e nel quale, in virtù di una certa “libertà” di intervento e di propaganda che era ancora sopportata dai suoi vertici, i nostri militanti avevano la possibilità di utilizzare il diretto contatto fisico con gli operai, non solo per fare propaganda politica di carattere generale, ma anche per intervenire quotidianamente sulle più diverse questioni “sindacali” in tutta la loro parzialità e limitatezza allo scopo di collegarle agli interessi comuni e di più ampio respiro classita dei proletari di tutti i reparti, di tutti i settori, di ogni età, genere o provenienza e indicando come prospettiva la rinascita della CGIL come sindacato di classe, per la quale prospettiva ci si poneva in lotta permanente sia sul terreno delle rivendicazioni economiche, sia su quello dell’impostazione generale del sindacato operaio a difesa degli interessi immediati e generali di classe, utilizzando mezzi e metodi di lotta classisti ripresi dalla tradizione classista del movimento operaio che aveva trovato nelle Camere del Lavoro il luogo per rinsaldare la solidarietà operaia, lo scambio di esperienze e l’organizzazione della lotta.

Il primo numero, del maggio 1962, contiene un articolo intitolato Per che cosa ci battiamo?, in cui si sintetizza il senso delle lotta dei militanti di partito all’interno del sindacato CGIL che era l’unico sindacato al quale essi aderivano:

«Ci battiamo, noi comunisti internazionalisti, per gli stessi principi che sempre hanno ispirato i comunisti rivoluzionari nelle lotte rivendicative e nelle organizzazioni economiche dei lavoratori, che essi hanno sempre difeso contro l’opportunismo e il riformismo pantofolaio. Ci battiamo perché il sindacato operaio tradizionale, la CGIL, rinasca come sindacato di classe: un sindacato che affermi e difenda esclusivamente e senza quartiere gli interessi di vita e di lavoro dei proletari, e non accetti mai di subordinarli alle cosiddette superiori esigenze dell’azienda, dell’economia nazionale, della patria, meno che mai alla difesa di istituti borghesi (la costituzione, la democrazia, il parlamento, la legge). Verso l’azienda come verso la nazione, verso la democrazia come verso il fascismo, il proletario è nello stesso rapporto del galeotto verso la galera: deve abbatterne le mura, non proteggerle!

«Ci battiamo perché rinasca il sindacato unitario dei lavoratori: ed esso sarà unitario non già mediante il pateracchio politico e organizzativo coi sindacati bianchi e gialli e subendo i ricatti di organizzazioni padronali come la CISL e l’UIL, ma ponendo a tutti i proletari scopi di classe da raggiungere coi metodi della lotta di classe.

«Ci battiamo perché i metodi e il contenuto della lotta rispecchino in ogni caso, anche particolare e secondario, l’obiettivo fondamentale della crescente solidarietà fra i lavoratori (Marx); ci battiamo quindi per il rifiuto del metodo controrivoluzionario delle lotte “articolate”, settoriali, spezzettate per categoria e per azienda, e per il ritorno al metodo delle lotte il più possibile estese nel tempo e nello spazio, mai a singhiozzo, a contagocce, a cronometro.

«Per gli stessi motivi, ci battiamo per l’abbandono del metodo assassino delle contrattazioni separate aziendali, e per il ritorno a rivendicazioni interessanti l’intera classe proletaria – prime fra tutte la riduzione generale e indiscriminata della giornata di lavoro, l’aumento generale del salario con crescente avvicinamento delle mercedi più basse alle più alte, l’abolizione dei premi di rendimento che legano lo sfruttato al carro dello sfruttatore, la soppressione del lavoro straordinario. (...)

«Ci battiamo perché l’organizzazione sindacale non venga chiusa nel cerchio senza uscita dell’azienda, ma affermi e proclami nei fatti la sua natura di organizzazione generale, non locale né aziendale, di tutta la classe operaia. In particolare, ci battiamo perché rinasca e si ravvivi la gloriosa tradizione delle Camere del Lavoro, i centri politici di convegno e di battaglia di tutti gli operai, non le succursali della prefettura, del fisco e degli enti di beneficienza, o le appendici della parrocchia!

«Ci battiamo contro la moltiplicazione delle qualifiche, contro le differenziazioni salariali per mansione, per sesso, per età, per zona, mezzi dei quali il capitalismo si serve per dividere la classe operaia. L’apoliticità del sindacato è una finzione: o esso fa, come oggi, una politica da riformisti e da patrioti, e quindi serve gli interessi borghesi; o esprime una politica comunista, rivoluzionaria, di classe, e solo allora difende anche gli interessi immediati dei proletari. Noi lottiamo perché le lotte rivendicative e le organizzazioni economiche diventino, sotto la guida del partito rivoluzionario marxista, il punto di partenza, la leva della lotta per l’abbattimento del regime capitalista e l’instaurazione della dittatura del proletariato! Viva il sindacato rosso! Viva la rivoluzione proletaria».

Alla luce delle successive e più esplicite valutazioni errate della CGIL, si può già intravvedere in questo scritto come la corretta impostazione programmatica dell’attività dei comunisti rivoluzionari all’interno dei sindacati operai, qui richiamata per sommi capi, peccasse fin da allora di un certo infantilismo mescolato ad una certa dose di velleitarismo che negli anni successivi – come si vedrà negli altri fogli sindacali del partito, e nello stesso “programma comunista” – porteranno il partito ad errori di fondo facendolo scivolare pericolosamente sul terreno di un attivismo, peraltro illusorio, data la costante marginalità che le forze del partito rappresentavano rispetto all’intera classe operaia e data l’influenza insistente delle forze opportuniste e collaborazioniste che riuscirono, con l’apporto vitale dello Stato borghese e delle associazioni padronali, a spezzare e a deviare i molteplici tentativi fatti dai gruppi operai più combattivi per sottrarsi al controllo dei sindacati ufficiali e lottare in maniera autonoma. La trasformazione della CGIL in sindacato di classe – cosa di per sé non da escludere allora in linea di principio – avrebbe potuto verificarsi solo in condizioni storiche davvero particolarissime, dato che la sua organizzazione e la sua struttura rispondevano pienamente, fin dalla sua costituzione, alla politica della collaborazione di classe di fascista memoria. Il partito stesso lo aveva ben chiarito nei suoi scritti. In termini generali, nella riunione generale di Firenze dell’8-9 settembre 1951, al punto 11 della parte IV delle tesi esposte in quella riunione, intitolata «Azione di partito in Italia e altri paesi al 1952», si legge: «Fermo nel convincimento che la fase di ripresa non potrà che coincidere col rifiorire di un associazionismo economico sindacale delle masse, il partito, mentre riconosce che può fare oggi solo in modo sporadico opera e lavoro sindacale, mai vi rinunzia, e dal momento che il concreto rapporto numerico tra i suoi membri, i simpatizzanti e gli organizzati in un dato corpo sindacale risulti apprezzabile, e tale organismo sia tale da non avere esclusa l’ultima possibilità virtuale e statutaria di attività autonoma classista, il partito esplicherà la penetrazione e tenterà la conquista della direzione di esso». Questa tesi, scritta nella prospettiva generale di una ripresa della lotta di classe che non si vedeva per nulla vicina nel tempo, combatteva nello stesso tempo sia una posizione “antisindacale”, sostenuta dai damenisti che consideravano non più necessario il lavoro sindacale da parte del partito dato che i sindacati non erano più indipendenti dallo Stato, sia una valutazione illusoria e attivista in senso “sindacalista” considerando appunto l’attuale “corpo sindacale” (ad esempio in Italia la CGIL, o in Francia la CGT) come un’organizzazione nella quale sarebbe stato possibile, grazie all’attività dei militanti del partito, influenzare le masse dei proletari organizzati affinché si sbarazzassero dei propri vertici e degli obiettivi e interessi borghesi per i quali avevano ricostituito il sindacato operaio del dopoguerra, e assumessero come proprie solo le rivendicazioni di classe, interessanti tutta la classe operaia. “Spartaco”, mentre giustamente ribadiva l’impianto programmatico del partito sul terreno sindacale, lasciava però aperta la strada ad una possibile valutazione sbagliata delle forze del partito (il rapporto numerico tra i suoi membri, i simpatizzanti e gli organizzati nella CGIL non risultava per nulla “apprezzabile”), e ad una possibile considerazione errata della CGIL che da “sindacato operaio tradizionale” (perché non dire chiaramente, sindacato tricolore, asservito allo Stato borghese, come era stato definito senza ombra di dubbio dal partito nel 1949, all’epoca della scissione da cui nacquero CISL e UIL?) verrà in seguito considerato né più né meno che “sindacato di classe” da difendere contro la proposta dei vertici di riunificarsi con CISL e UIL. Oltretutto, non si teneva molto in conto che nella CGIL l’attività di carattere sindacale attuata dai militanti di partito ad essa iscritti la si doveva portare avanti fintanto che “un’attività autonoma classista” fosse possibile e che il partito la poteva fare solo in “modo sporadico”, finché permanevano la sua minima forza numerica e il persistente stato di sudditanza del proletariato dalle direttive e dal controllo delle dirigenze sindacali.

Ciò non toglie che il partito, per la prima volta dalla sua costituzione, tentasse giustamente di organizzare una sua “rete sindacale” in modo da orientare i propri militanti, sparsi nei diversi e lontani luoghi di lavoro e nei diversi settori, in maniera univoca e coerente con l’impostazione programmatica del partito, cercando di non lasciare nessuno di loro a dover contare solo sulla propria iniziativa locale e sulle proprie valutazioni personali, inevitabili in assenza di un orientamento centrale e centralizzato.

Segue ora il sommario.


Spartaco 1962, 1963, 1964, 1965


 

SPARTACO

«Bollettino centrale di impostazione programmatica e di battaglia dei Comunisti internazionalisti aderenti alla C.G.I.L.»

Edizione ciclostilata

 

N. 1, 18 maggio 1962  -  pdf  - Top

Viva i proletari spagnuoli!

Per che cosa ci battiamo?

Metalmeccanici, le lotte articolate rafforzano anziché indebolire il fronte padronale ed il suo Stato!

Un’autentica battaglia proletaria dei tramvieri fiorentini, e nostra

Lotta a fondo per la riduzione radicale delle sperequazioni salariali!

La nostra parola, sempre la stessa (Per un sindacato di classe)

 

N. 2, 1 luglio 1962  -  pdf  - Top

Dopo Ceccano

Due metodi di lotta in insanabile contrasto

Parli per tutti Carlo Marx (Citazione)

• Presente e avvenire delle Commissioni Interne

L’emigrante parla all’emigrante

Due rivendicazioni permanenti: Aumento del salario base e Diminuzione dell’orario di lavoro!

Le “novità di Novella”

Lotte di classe nel mondo

 

N. 3, 21 settembre 1962 [Supplemento al n. 17/1962 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

Al “vertice”, come prima e peggio di prima...

... Nel sttofondo, le ardenti fiammate di Torino e Bari proletarie

Citazione da Marx, Le lotte di classe in Francia

Contro la suddisivione degli operai in zone di salario differenziate e per l’aumento generale del salario-base con percentuali d’incremento maggiori per le categorie peggio retribuite

La parola agli operai. Il ferroviere parla al suo compagno di lavoro – L’eminrtante scrive all’emigrante (II)

Saluto ad una Camera del Lavoro (di Palmanova)

 

SPARTACO

«Bollettino centrale di impostazione programmatica e di battaglia dei Comunisti internazionalisti iscritti alla C.G.I.L.»

Edizione a stampa

 Top

 

N. 4, 7 novembre 1962 [Supplemento al n. 20/1962 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

L’opportunismo politico e sindacale ha pugnalato alla schiena i metalmeccanici in lotta generosa

(manifesto del Partito comunista internazionalista)

 

N. 5, 20 dicembre 1962 [Supplemento al n. 23/1962 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

La funzione essenziale del sindacato nella tradizione marxista

I ferrovieri comunisti internazionalisti denunziano

La situazione dei lavoratori del legno

I calzaturieri e le differenze salariali

Nostre lotte: le 36 ore per tutti gli autoferrotramvieri

Autoconfessione preziosa

Tutti per uno, uno per tutti

Fuori dal circolo vizioso

Alla gogna!

Lotta di classe e partito politico

Distingue il nostro Partito

 

N. 6, 10 febbraio 1963 [Supplemento al n. 23/1962 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

Gli obiettivi immediati del sindacato di classe

L’“articolazione” sulla pelle dei metalmeccanici

Un esempio scandaloso di differenziazione salariale

Lenin sull’indissolubilità della lotta economica e della lotta politica

Che cosa si è fatto per gli operai della Fivre?

Per una vera solidarietà proletaria

Lenin sulla “neutralità” dei sindacati

Chi lotta e chi sabota

Lotte di classe nel mondo

 

N. 7, 26 marzo 1963 [Supplemento al n. 6/1963 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

Per distruggere le “catene dorate” con le quali il capitalismo tiene avvinti i suoi schiavi

Evviva i “musi neri” francesi!

Contro il micidiale benzolo, non leggi né “buon cuore” ma lotta aperta di classe

Lenin e il lavoro nei sindacati

Ed ora anche i “sindacati di settore”?

Lotta a fondo contro le differenziazioni di salario per categorie operaie

L’amaro risveglio dei metalmeccanici

Magnifici i tipografi nuovayorkesi

 

N. 8, 3 maggio 1963 [Supplemento al n. 9/1963 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

La grande lezione dello sciopero francese

Il compito dei comunisti nel sindacato

Nostre lotte

Dai comunali di Genova agli edili di Taranto

L’amaro té dei metallurgici

Il sindacato, veicolo di peste democratica

Contro i solchi fra operai

Beffati gli operai della FIVRE

Saluto ai metallurgici tedeschi

 

N. 9, 30 giugno 1963 [Supplemento al n. 9/1963 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

Basi programmatiche del sindacato unitario di classe

La sferza del capitale sulla schiena dei metalmeccanici

I macchinisti FF.SS. e il loro sfruttamento intenbsivo ed estensivo

Il nodo della questione: ridurre la durata e l’intensità del tempo di lavoro

Libertà = Riduzione della giornata di lavoro (citazione da Il Capitale, di Marx)

Cinismo di un contratto

Sul cretinismo democratico

 

SPARTACO

«Bollettino centrale mensile di impostazione programmatica e di battaglia dei Comunisti internazionalisti iscritti alla C.G.I.L.»

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N. 10, 18 settembre 1963 [Supplemento al n. 17/1963 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• Il contenuto controrivoluzionario della “nuova politica sindacale” della C.G.I.L.

• La questione della casa non sarà mai risolta finché rimane in piedi il regime capitalista

• Una guida di classe per gli edili

• Ancora Asturie

• Delizie delle aziende statali: ne sanno qualcosa alla Lanerossi

• Il “Tramviere Rosso” rivivrà in “Spartaco”

La voce del Tramviere Rosso: La magnifica “alzata di testa” dei tramvieri napoletani

• Truffati i lavoratori delle autolinee non dev’esser la volta dei tramvieri

L’opportunismo, peste di ogni clima, ha silurato i marittimi francesi

Albo d’oro proletario sudamericano

 

N. 11, 18 ottobre 1963 [Supplemento al n. 19/1963 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• Gli edili romani ammoniscano: la forza può essere spezzata solo dalla forza

• Quale “lezione” dalle Asturie?

• La scadenza del contratto nazionale deve segnare la ripresa della lotta [La voce del Tramviere rosso]

• Sindacati e programmazione economica

• L’opportunismo prima ti frega, poi ti dimostra che va bene così

• Lo sciopero degli edili inglesi

• Orrore, hanno scioperato ad oltranza gli operai della Callegari di Ravenna

 

N. 12, 18 novembre 1963 [Supplemento al n. 21/1963 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• La rinascita del sindacato rosso è un problema politico

• Crolla il mito fasullo della Olivetti

• Rompere gli indugi [La voce del Tramviere rosso]

• Romagna rossa, in piedi!

• In fermento i lavoratori dell’Italsider

 

N. 13, 14 dicembre 1963 [Supplemento al n. 23/1963 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• La Sezione sindacale d’azienda è una tappa della degenerazione opportunista

• E’ per questo che si sono battuti eroicamente gli edili?

• Vergogna ai possibilisti ed ai collaborazionisti alla testa delle lotte operaie

• Tessili, lotta a fondo!

Lettera dal Belgio. Evviva gli scaricatori di Gand!

• Per lo sciopero ad oltranza per l’intera categoria [La voce del Tramviere rosso]

Lettera dall’Olanda. Economia nazionale e lotta diretta

• La situazione degli operai nelle piccole e medie aziende

 

N. 14, 18 gennaio 1964 [Supplemento al n. 2/1964 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• Il superamento delle lotte articolate, un passo verso la ripresa del moto proletario

• Regno dell’oro, regno dell’iniquità

• Metalmeccanici e tesili, non lasciate frammentare le vostre forze! [manifesto di partito]

• Sempre più giù i manovali

• Le agitazioni per categoria dividono i lavoratori [La voce del Tramviere rosso]

Lettera dal Belgio. I bonzi hanno riportato una “vittoria”

• Dalla Romagna. La melassa dell’Eridania e lo zuccherino dei sindacati

• I “busmen” londinesi hanno vinto

• I 48 giorni di Nantes

 

SPARTACO

«Bollettino centrale mensile di impostazione programmatica e di battaglia dei Comunisti internazionalisti iscritti alla C.G.I.L.»

Dal n. 15 al n. 19, “Spartaco” riporta anche la manchette: Distingue il nostro partito, che caratterizza il giornale di partito “il programma comunista”.

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N. 15, 16 febbraio 1964 [Supplemento al n. 4/1964 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• Perché i militanti rivoluzionari lottano nei sindacati opportunisti

• Gli operai metallurgici sono contro la divisione delle lotte: lo siano anche i tessili e i chimici in sciopero!

• Il nostro candidato alle Commissioni Interne: La lotta rivoluzionaria del proletariato

• L’accordo FIAT realizzato sulla pelle dei lavoratori

• Vincere lo stato di indecisione che paralizza l’opposizione operaia [La voce del Tramviere rosso]

Lettera dal Belgio. I sindacati al servizio della produttività

 

N. 16, 21 marzo 1964 [Supplemento al n. 6/1964 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• L’economia nazionale è in crisi? Ottimamente: è l’ora delle grandi battaglie di classe!

• I frutti della malapianta alla Olivetti

• L’insegnamento della recente agitazione contrattuale [La voce del Tramviere rosso]

• Perché non si sono unificate le grandi lotte dei salariati industriali ed agricoli romagnoli?

-Magnifico esempio di combattività dei lavoratori catanesi

-La “buona novella”

 

N. 17, 22 aprile 1964 [Supplemento al n. 8/1964 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• Il tradimento sindacale paralizza in tutti i settopri le lotte operaie

• Per la Telemeccanica che cosa si aspetta?

• Gli operai dell’Alfa Romeo hanno dato uno scrollone

• Domande degli edili

• Per cosa si battono i ferrovieri comunisti internazionalisti

• E’ lottando contro l’azienda che si migliorano le condizioni di lavoro [La voce del Tramviere rosso]

• In Toscana, per i calzaturieri

• Come è finita alla Becchi di Forlì

• Forza e limiti del sindacato

 

N. 18, 23 maggio 1964 [Supplemento al n. 10/1964 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• Bisogna scrollare il giogo opportunista per xdare alle stesse lotte economiche del proletariato un indirizzo classista

• Alla Telemeccanica, sconcio tradimento

• Prima sorpresi, i bonzi poi si consolano

• Più buoni di così

• Ferrovieri, non molliamo!

• Avanti che... cediamo!

• La gragnuola

• Necessità e limiti del sindacato

• All’Italsider, campa cavallo

 

N. 19, 1 luglio 1964 [Supplemento al n. 13/1964 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• Contro la politica controrivoluzionaria dei partiti opportunisti e delle centrali sindacali risorga il proletariato alla lotta rivoluzionaria di classe contro i licenzimaneti e contro il blocco dei salari! (manifesto del Partito Comunista Internazionalista)

• Una politica sindacale da capovolgere

• La nostra lotta tra i ferrovieri

• Licenziamenti e “difesa” sindacale alla Sime di Firenze

• La nostra voce tra i poligrafici

• Italsider del mio cuore

• Chi non si muove?

 

N. 20, 3 agosto 1964 [Supplemento al n. 15/1964 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• Fustigare e denunciare il tradimento degli opportunisti è contribuire alla ripresa della lotta proletaria di classe

• La congiura delle centrali sindacali ha tradito, con gli operai tessili, tutti i lavoratori

• I metalmeccanici e la lotta per il premio di produzione

• L’inganno supremo delle aziende pubbliche

• Un operaio tira le somme

• Notiziario internazionale. Francia: Largo ai ruffiani, alla porta i ribelli – Germania: I bonzi sono eguali dovunque – Svizzera: Pace sociale “assicurata”

 

N. 21, 21 settembre 1964 [Supplemento al n. 17/1964 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• Contro il “piano d’emergenza” controrivoluzionario della C.G.I.L., per la ripresa della lotta di classe operaia

• Licenziamenti e riduzioni di lavoro fioccano dovunque: non è lottando in ordine sparso e accettando le infami dimissione “volontarie” che i proletari ne usciranno!

• La Fiom non ha proprio di meglio che bussare alla porta del Governo?

• E’ contro il capitale che si deve sparare

• I ferrovieri di fronte al solito scoglio

• Nel mondo. Sindacati operai o padronali?

• Corporativismo

 

N. 22, 21 ottobre 1964 [Supplemento al n. 19/1964 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• E’ fuori e contro il parlamento che deve lottare la classe operaia

• E te lo dicono loro

• Geografiaparziale della disoccupazione e della miseria in Italia dopo un ventennio di democrazia parlamentare

• Inferno quotidiano

• Grandezza nazionale e miseria proletaria in Francia

• Il “lager” Piaggio

• Lavoratori in pelle nera

• Divisione fra le classi – Unità del proletariato!

 

N. 23, 1 dicembre 1964 [Supplemento al n. 22/1964 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• L’ «aziendalismo», infezione comune a tutti i sindacati

• Per lo sciopero degli operai della gomma

• Atlante del contromiracolo economico

• Se ci fosse bisogno di altre conferme...

• La C.G.I.L e la casa

• Una bella fiammata operaia spenta dai soliti pompieri

• Un modo di accantonare la vertenza dei ferrovieri

 

N. 24, 24 gennaio 1965 [Supplemento al n. 2/1965 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• Fuori dal sindacato operaio gli agenti del riformismo borghese!

• Fine del “miracolo economico” nel triangolo industriale italiano

• Contro l’unità fra i vertici sindacali, per l’unità fra tutti gli sfruttati

• Sguardi a categorie in agitazione. Orizzonti degli edili – I gommai – Nel settore dell’abbigliamento

• Lotte operaie nel mondo

• Nostre battaglie accanto ai proletari: Coi metalmeccanici alla Fervet – Per gli edili – Alla Piaggio

• Un modo di accantonare la vertenza dei ferrovieri

 

SPARTACO

Dal n. 25 fino al n. 30, è «Organo mensile di impostazione programmatica e di battaglia dei m ilitanti del Partito Comunista Internazionale iscritti alla C.G.I.L.»

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N. 25, 24 febbraio 1965 [Supplemento al n. 4/1965 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• La classe operaia risponda all’offensiva capitalistica con lo sciopero generale senza limiti di tempo [manifesto di partito]

• In vista del congresso C.G.I.L. Il bilancio fallimentare della politica controrivoluzionaria delle centrali sindacali e la linea programmatica e tattica del Partito Comunista Internazionale

• Per una direzione rivoluzionaria del Sindacato

 

N. 26, 12 aprile 1965 [Supplemento al n. 6/1965 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• La situazione del proletariato impone il ritorno alla lotta rivoluzionaria di classe. Ma al VI Congreso la CGIL conferma la politica opportunista delle lotte articolate, delle riforme, della fedeltà allo stato democratico del capitale, e si appresta a fronteggiare i primi sintomi di ripresa delle lotte di classe

• La voce del Partito nelle assemblee precongressuali (Nel Vicentino – A Trieste)

• Proletari torinesi, ricordate!

• Libro nero

• Il cul di sacco triestino

• Sguardi sul mondo: USA, i disoccupati – Germania, lo zuccherino agli edili

 

N. 27, 13 maggio 1965 [Supplemento al n. 9/1965 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• CISL e CGIL: due centrali al servizio ella controrivoluzione

• Contro l’accordo-capestro sui licenziamenti

• Bonzi alla TV

• Dal Belgio: Basta con gli “scioperi della disperazione”

• Dalla Francia: La nostra voce

• Camaleonti in azione

• I frutti amari

 

N. 28, 10 giugno 1965 [Supplemento al n. 11/1965 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• Gli accordi sui licenziamenti tendono a imbrigliare la riprea di classe delle lotte proletarie

• Le forze dei metalmeccanici non devono essere lopgorate in uno stillicido di azioni frammentarie

• Agli ordini nister Carli!

• Il Governatore ha parlato chiaro

• Gli edili – I braccianti

• Persistente frantumazione delle lotte

• Dalla Francia: Scioperi e articolazione alla Peugeot

• I problemi dei lavoratori annegati nella “unanimità” cittadina

 

N. 29, 7 luglio 1965 [Supplemento al n. 13/1965 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• Spietata offensiva capitalistica e codarda defezione dei bonzi sindacali

• L’accordo capestro dei gommai

• Eroici braccianti

• Dura difesa del salario e del posto di lavoro (tessili)

• Metalmeccanici. Un episodio di lotta locale che riflette un’infame politica generale

• Lavoratori del commercio

• Calze e maglie

 

N. 30, 10 ottobre 1965 [Supplemento al n. 17/1965 di “il programma comunista”]  -  pdf  - Top

• Lo sciopero è un’arma di lotta della classe operaia, non un diritto costituzionale

• L’offensiva padronale continua senza soste!

• La grave situazione dei cementieri

• Per una vera solidarietà con gli operai sospesi all’Ansaldo-Meccanico

• I tessili sempre più maltrattati dai padroni e isolati dai bonzi

• Gragnuola di licenziamenti nel Fiorentino. Che cosa fanno i sindacati?

• Lunghe lotte operaie in Romagna guidate su un binario disgregatore (Alla Baroletti – Alla SAOM)

• Note brevi

 

[con questo numero 30 termina la serie di “Spartaco” come Bollettino separato dal giornale “il programma comunista”]

 

 

Partito comunista internazionale

www.pcint.org

 

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