- __


Archivio del giornale «il programma comunista»

organo politico del partito dal 1952 fino al 1983

Supplementi sindacali:

Back to Introduzione generale

Serie : Spartaco 1962-1965

Serie : Spartaco 1965-1968

Serie : Il sindacato rosso (spartaco) 1968-1969

Serie : Il sindacato rosso (spartaco) 1969-1971

Serie : Il sindacato rosso (Nuova serie) 1971-1973


Back to «Il programma comunista»:

Introduzione  Anni 1952-1963  Anni 1964-1973  Anni 1974-1983


Spartaco

Pagina mensile di impostazione programmatica e di battaglia dei militanti del partito comunista internazionale iscritti alla Confederazione General del Lavoro

 

Anni 1965 - 1968

Ritorno "il programma comunista" - Introduzione  /  Ritorno ai archivi  Ritorno al catalogo delle publicazioni

 


Introduzione

Skip

 

La classe dominante borghese affronta la crisi economica dell’inizio degli anni Sessanta agendo in modo coordinato e tendenzialmente unitario, passando ad una vasta offensiva antioperaia consistente in licenziamenti, sospensioni dal lavoro, messa in cassa integrazione, chiusura di fabbriche, diminuzione dei salari. La CGIL, di fronte alla rabbia che monta tra gli operai, soprattuto nelle fabbriche concentrate nel famoso “triangolo industriale” Torino-Milano-Genova, “risponde” chiamando gli operai a scioperare ma con la tattica delle lotte cosiddette articolate, cioè con lotte spezzettate, frammentate, separando gli operai dello stesso settore e della stessa fabbrica in lotte “di reparto” isolando reparto da reparto, polverizzando la risposta operaia in mille rivoli dividendo così la classe operaia e impedendo l’unificazione delle lotte. Al di là dello sciopero “generale”, in cui gli operai, di fronte ad un attacco alle loro condizioni di vita e di lavoro così esteso e profondo avrebbero potuto trovare il mezzo di lotta più appropriato, ogni sciopero indetto dai sindacati ufficiali non aveva mai le caratteristiche classiche della tradizione classista: proclamazione senza preavviso e ad oltranza, con trattative portate avanti senza sospendere la lotta, e tendenzialmente esteso al numero di fabbriche più vasto possibile e ai più diversi settori economici. Gli scioperi che la CGIL indiceva – e ha continuato a fare così nel tempo – erano, e sono sempre stati, perfettamente ligi alla loro regolamentazione per legge ed erano indetti più per sfogare la rabbia e le tensioni che si accumulavano tra le masse operaie che per danneggiare in modo efficace gli interessi dei padroni, privati o pubblici che fossero, unica vera leva nella lotta operaia per ottenere qualche risultato. Alla classe operaia la CGIL prospettava una “via d’uscita” dalla situazione di crisi economica consistente nella politica delle cosiddette “riforme di struttura” e nella richiesta allo Stato di intervenire in modo deciso nell’economia per “salvare” i posti di lavoro operai. La CGIL, dichiarando «la sua piena adesione all’ordinamento politico-giuridico definito dalla Costituzione repubblicana» e «la sua volontà di affrettarne l’attuazione completa» (quarto documento precongressuale della CGIL in vista del suo VI congresso del 31/3-4/4/1965 a Bologna), non faceva che ribadire il suo ruolo – fissato fin dalla sua costituzione nel 1944 – di pilastro della società capitalistica nella sua forma democratica di dominio, di cui la classe operaia veniva chiamata a difendere i principi assumendosi l’onere (dunque i maggiori sacrifici) della difesa degli interessi dell’economia nazionale e, ovviamente, aziendale, mettendo gli interessi immediati della classe proletaria in subordine agli interessi del capitale, mentre gli interessi proletari futuri venivano semplicemente accorpati, e perciò cancellati, a quelli del capitalismo. D’altronde, la politica dorsale del sindacato tricolore, qual era la CGIL, e qual è tuttora, era ed è costituita dalla collaborazione fra le classi, dunque, in sostanza, dalla politica che caratterizzava il corporativismo fascista; la differenza tra il sindacato fascista e il sindacato tricolore democratico sta nella forma: il primo era un sindacato unico, obbligatorio, di Stato, non essendo permesse altre organizzazioni sindacali, mentre il secondo è un sindacato liberamente organizzato, non obbligatorio, che agisce in ambito formalmente democratico in cui possono essere presenti molti sindacati il cui riconoscimento ufficiale però, in quanto sottoposti alle leggi che ne regolamentano impostazione, organizzazione e attività, è dato esclusivamente dallo Stato.

Contro tutta quest’opera di vero e proprio sabotaggio degli interessi e delle lotte della classe operaia si opponevano, anche se in modo confuso e inevitabilmente disarticolato, gruppi di operai che tentavano di reagire all’influenza dominante del collaborazionismo politico e sindacale del PCI e della CGIL (e, in Francia, dalò PCF e dalla CGT), ai quali il nostro partito, nella sua attività classista e rivoluzionaria, pur limitata oggettivamente, tendeva a ridare ossigeno per una ripresa della lotta di classe che stentava a ripresentarsi sulla scena nonostante le sempre peggiori condizioni materiali in cui venivano spinte masse sempre più numerose di operai. E “Spartaco” costituiva l’organo di partito che tendeva, appunto, a rappresentare il punto di riferimento classista e rivoluzionario di cui la classe operaia, per difendere i propri interessi di classe, aveva bisogno. «I licenziamenti e le sospensioni a catena, le chiusure temporanee o definitive di fabbriche piccole e grandi, dimostrano che la politica delle lotte “articolate” lascia i proletari impotenti di fronte all’offensiva capitalistica. Contro questa politica infame e per il ritorno alla lotta rivoluzionaria di classe si batte, fuori e dentro la CGIL, il nostro mensile Spartaco», si sintetizzava in questo modo la funzione di “Spartaco” nel n. 1 del 1965 de “il programma comunista”. Sebbene la decisa opposizione contro la frammentazione e l’articolazione delle lotte costituisse un importante asse dell’attività di partito, non ci si dimenticava che il compito principale dei suoi militanti – che comunque non si sottraevano certo all’azione anche organizzativa degli scioperi propagandandone e indirizzandone le caratteristiche sull’esclusivo terreno dell’antagonismo di classe – era di ordine squisitamente politico, ed è per questo che la testata del foglio sindacale era completata dalla dicitura “Bollettino di impostazione programmatica e di battaglia dei comunisti internazionalisti aderenti alla CGIL”, dicitura che verrà sostanzialmente ripresa nello “Spartaco” che, dal novembre 1965, passerà ad essere una pagina interna del giornale di partito “il programma comunista”.

Ma già dai questi numeri di “Spartaco” si possono osservare una serie di affermazioni che da un lato esagerano la possibilità che la CGIL, intesa come intera struttura sindacale, possa essere «ricondotta sul cammino della tradizione gloriosa del Sindacato Rosso» semplicemente appellandosi ai proletari ad essa iscritti perché abbraccino la linea politica propagandata dal partito e, nello stesso tempo, pretendendo da loro un salto di qualità politico che soltanto i comunisti rivoluzionari posso fare, con frasi di questo tenore: «Se non ritroverete la strada della disobbedienza politica alle menzogne democratiche dei partiti traditori (...), se non riprenderete il coraggio di espellere dalle vostre organizzazioni sindacali i dirigenti controrivoluzionari, pacifisti, infedeli (...), se non tornerete sulla via maestra dell’uso della violenza in difesa dei vostri interessi e dei vostri diritti; se tutto ciò non avverrà, il capitalismo vi riserverà un avvenire di distruzione e di sangue, un terzo conflitto mondiale; e, di fronte ad esso, voi vi troverete completamente indifesi» (“Spartaco”, gennaio 1966, manifesto di partito intitolato Per la mobilitazione generale della classe proletaria contro la massicia ed unitaria offensiva padronale). Dall’altro lato, pur criticando aspramente la politica e le pratiche delle organizzazioni sindacali ufficiali, e in specie della CGIL, che in quel torno di tempo inauguravano piattaforme rivendicative dette “unitarie” delle centrali sindacali, come nel caso dei metalmeccanici, ma in realtà allo scopo di riportare la contrattazione azienda per azienda, si agitavano le rivendicazioni che il partito considerava «questioni di principio sulle quali non si deve in nessun caso transigere» – ccome l’aumento senza eccezioni del salario base, la radicale diminuzione della giornata di lavoro a parità di salario, il salario integrale ai disoccupati – e che avrebbero dovuto costituire la base perché le lotte operaie si trasformassero «in una mobilitazione generale di tutti i lavoratori», chiamando di fatto il proletariato allo sciopero generale considerato, a sua volta, come «prima ed elementare manifestazione di classe». Che lo sciopero generale fosse considerato la «prima ed elementare manifestazione di classe», era davvero esagerato. Era come sostenere che le lotte operaie, per essere prese in considerazione dal partito come “manifestazioni di classe”, o nascevano già come lotte generali, ampie ed estese a tutti i lavoratori – dunque come sciopero generale – , oppure, non avendo ricevuto dal partito il marchio “di classe”, non servivano né ai proletari, né al partito e, quindi, non destavano particolare interesse per il partito rivoluzionario. Il tono che si stava iniziando ad usare in questi articoli, insieme moralistico e ultimatista, in realtà, apriva la strada ad una seria distorsione dell’atteggiamento del partito rispetto al suo intervento nelle lotte immediate del proletariato, alle sue indicazioni e alle sue finalità. In questo modo, lo sforzo che gli operai facevano per uscire dalla gabbia collaborazionista in cui erano organizzati e per lottare con mezzi e metodi più efficaci, combattendo contro le mille trappole che le organizzazioni sindacali tricolori mettevano in atto per smorzarne e deviarne fin dall’inizio le potenzialità di classe, di fatto veniva sminuito e svalutato. Si pretendeva invece dagli operai una preventiva comprensione della generale necessità di unificare le proprie lotte di difesa economica per opporsi alla pressione e all’attacco dei capitalisti alle loro condizioni di esistenza e di lavoro, senza che quella “necessità di unificare le lotte” sorgesse dall’esperienza diretta che i proletari fanno e devono fare nelle lotte parziali, lotte che scaturiscono materialisticamente dalle condizioni economiche in cui sono costretti e che li spingono a lottare. Si pretendeva che gli operai, sulla base della parzialissima propaganda e del limitatissimo intervento che poteva fare il minuscolo partito rivoluzionario esistente, comprendessero quanto devastante era stata l’opera dell’opportunismo politico e sindacale, nelle sue più diverse sfaccettature, e decidessero di farla finita con le pratiche collaborazioniste senza che questo risultato fosse lo sbocco di una lunga lotta all’interno del corpo proletario stesso contro una tradizione collaborazionista che si era radicata in più di quarant’anni di attività capillare sul piano politico, sociale e sindacale attuata dalle molteplici forze della conservazione borghese. In sostanza, si stava pretendendo dal proletariato quel che si deve pretendere dal partito politico di classe: la coscienza di classe, ossia la capacità di valutare in generale le situazioni e di prevedere quali tattiche adottare rispetto ai rapporti di forza esistenti e in quale prospettiva muovere le proprie forze, utilizzando le esperienze storiche del movimento operaio e del movimento comunista internazionale.

Comprimendo in un’unico atto le diverse fasi che il proletariato doveva necessariamente attraversare – dopo aver subìto la più tremenda sconfitta sul terreno rivoluzionario e dopo aver subìto per quarant’anni ogni sorta di deviazione dalla lotta di classe e di pratiche collaborazioniste – per riconquistare il proprio terreno di classe e riconoscersi come forza sociale autonoma e in grado di porsi come protagonista della propria storia nello scontro di classe con la borghesia, non si faceva che illudere il partito di poter suscitare la lotta di classe in virtù dei richiami alla tradizione gloriosa del passato rivoluzionario degli anni Venti e ad una agitazione insistente dei grandi principi e delle grandi rivendicazioni unificanti la classe proletaria; una lotta di classe che, però, non scaturiva ancora dal movimento proletario, se non in modo parziale, episodico e confuso, e che restava ancora imprigionato nelle pratiche democratiche e collaborazioniste basate su un sistema di ammortizzatori sociali che la borghesia imperialista aveva adottato proprio per paralizzare il più possibile ogni fermento di classe che le contraddizioni del suo sistema economico tendevano ad alimentare ad ogni crisi; ammortizzatori sociali a cui gli operai si erano abituati e che effettivamente tacitavano i loro bisogni più impellenti, costituendo in questo modo un eccezionale ostacolo alla ripresa della lotta di classe proprio perché accontentava la sua grande maggioranza ad essere classe per il capitale, imprigionando l’intero proletariato alla sua schiavitù salariale più o meno misera, più o meno “dorata”.

E così, i lavori di richiamo alle posizioni classiche e programmatiche del partito di classe rispetto al movimento proletario nelle lotte economiche, giustamente inquadrati nella continuità coerente che veniva rivendicata (ad esempio nell’articolo in più puntate, intitolato Partito e sindacati nella classica visione marxista, del 1966), andavano a formare il quadro programmatico di per sé ineccepibile, ma al cui interno germinavano posizioni sbagliate che, strada facendo, si allontaneranno sempre più dalla corretta valutazione della situazione creatasi nel secondo dopoguerra, dalla corretta valutazione dei sindacati operai costituititi come sindacati tricolori e dei compiti che il partito doveva e poteva assumersi per assicurare che la sua “dura opera della restaurazione della dottrina e dell’organo rivoluzionario”, su cui profondeva le sue maggiori energie, avvenisse – come dichiarato nel “Distingue il nostro partito” – a “contatto con la classe operaia” secondo lo spirito del marxismo, dunque fuori da ogni schematismo automatico e da ogni ricalcatura formale di quanto il Partito Comunista d’Italia aveva attuato negli anni Venti quando la situazione storica del movimento operaio e del movimento comunista internazionale presentava condizioni certamente favorevoli alla lotta rivoluzionaria e alla rivoluzione comunista stessa, situazione completamente opposta da quella del secondo dopoguerra.

Segue ora il sommario.


Spartaco 1965, 1966, 1967, 1968


 

SPARTACO [testata nera]

Dal 20 novembre 1965 fino al 16-30 giugno 1968, non è più un «Supplemento» a parte, ma è «Pagina mensile di impostazione programmatica e di battaglia dei militanti del Partito Comunista Internazionale iscritti alla Confederazione Generale del Lavoro», pagina interna del giornale di partito “il programma comunista”.

 

Anno : 1965

 

Il programma comunista No 20, 20 novembre 1965  -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Feticci da abbattere perché rinascono la lotta di classe il sindacato rosso. Il fetticio delle riforme di struttura - Il fetticio dei contratti nazionali

• All’ aziendalismo ed alla collaborazione di classe delle commissioni interne contraorre una ripresa generale ed allargata dell’azione sindacale basata su chiari presuposti di classe

• L’essenza del marxismo (Lenin)

• Potranno non “esplodere” i metalmeccanici?

• Lotte operia e nostri interventi nelle agitazioni in Toscana

• Nel mondo. Spagna - Germania occid.

• Gli edili si battono

• Delize della congiuntura

 

Anno: 1966

 

Il programma comunista No 1, 1-15 gennaio 1966   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Per la mobilitazione generale della classe proletaria contro la massiccia ed unitaria offensiva padronale. Operai industriali, proletari delle città! - Proletari e salariati delle campagne! - proletari, compagni! - Proletari, operai, compagni!

• Nelle lotte locali devono rispecchiarsi gli interessi generali di tutti i proletari

• Per le lotte delli edili

• Massima concentrazione industriale, estrema disgregazione operia…

• Gli operai dei cantieri invitati a salvare l’azienda, la città e la regione !!!

 

Il programma comunista No 3, 10-24 febbraio 1966   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Perché lo sciopero generale

• Dal manifesto del partito ai proletari per la mobilitazione generale contro l’offensiva padronale

• Un colpo al cerchio e due  alla botte

• I revoluzionari in prima fila nelle lote dei metalmeccanici

• Sindicati al servizio dei padroni

• Le lotte dei dipendenti delle autolinee in concessione devono fondersi con quelle degli autoferrotramvieri

• Fra delle edili

• Un nostro manifesto per i licenziamenti alla Piaggio

• Sempre più dura la condizione dei tessili nel Vigentino

• Progressismo

 

Il programma comunista No 5, 10-24 marzo 1966   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Quale delle due parti ha vinto?

• Per la fusione e la generalizzazione delle lotte e delle agitazioni operaie

• “Spartaco” parla per bocca degli stessi operai metalmeccanici

• Un “sindicato socialista”

• Insegnamenti degli operai spagnoli

• Lettera dal Belgio. Minatori in rivolta a Zwartberg

• Osservatorio. La maledetta articolazione - Le commissioni interne

• Dorate, ma sempre catene in Francia e altrove

 

Il programma comunista No 8, 9-28 maggio 1966   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• La politica controrivoluzionaria dei sindacati ha fatto delle Commissioni Interne gli strumenti della pace sociale tra lavoro e capitale

• per un’azione generale del proletariato

• Ai lavorari delle autolinee

• Scioperare ….. ma adagio!

• Vent’anni di controllo opportunista sui sindacati operai (2). L’infame accordo sulle Commissioni Interne

• La nostra voce tra i metallurgici

• La nostra voce fra gli edili

• Dizionarietto sindicale marxista. “L’apoliticità dei sindacati” - Il valore dei contratti colletivi. Le “giuste cause” - Lotte articolate o generalizzate?

 

Il programma comunista No 10, 10-17 giugno 1966   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Partito e sindacati nelle classica visione marxista (1 - continua in Il programma  comunista n° 14 )

• Vent’anni di controllo opportunista sui sindacati operai (3 - continua in Il programma  comunista n° 11 ). Lo blocco del licenziamenti

• Tremila operaie beghe in stupenda battaglia contro i padroni e contro gli opportunisti

• I mazzieri dell’ordine sindacale

• I bonzi costretti a difendersi

• Riforma dell’azienda ferroviaria rivendicazione riformista

 

Il programma comunista No 13, 14-28 luglio 1966   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• La volontà di lotta degli operai resa vana massiccio blocco padronale favorito dalla politica suicida delle Centrali sindalali

• Che cosa è avvenuto agli operai della Cobianchi

• La nostra parola durante le agitazioni. Per i metalmeccanici . Per i tessili

• I comunisti indicano ai metalmeccanici la linea della lotta di classe. In Toscana - In Liguria

• Vent’anni di controllo opportunista sui sindacati (5-Fine). 1946: ai piedi della magla elettorale

• Lettera dal Piemonte

 

Il programma comunista No 17, 24 settembre - 8 ottobre 1966   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• I socialisti vorrebbero sterilizzare il sindacato per farne uno stabile ingranaggio del regime

• La nostra voce.

• I problemi  sindacali dei ferrovieri (1). Tre categorie - 1° I Ferrovieri - Competenze accessorie e riassetto stipendi - Due riforme - Orari di lavoro del personale di macchina e viaggiante

• Nostre bataglia

• Sei mesi di lotte operaie nella Romagna  (1). Forlí e provencia

 

Il programma comunista No 19, 24 ottobre - 7 novembre 1966   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Contro lo smantellamento della C.G.I.L.

• I problemi sindacali dei ferrovieri (2). Assuntori - Lavoratori degli appalti

• La nostra voce tra i metallurgici

• Domande senza riposta

• Quando i proletari  insorgono contro i bonzi

• Sei mesi di lotte nella Romagna (2-Fine). Ravena e provincia

 

Il programma comunista No 22, 7-21 dicembre 1966   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• I contratti nazionali che si stanno firmand equivalgono ad un blocco salariale bell’e buono!

• Da quel bagno penale che è Porto Marghera

• Abbasso i cottimi, gli incettivi, i premi di produzione!

• Contratti a rovescia

• L’infamia delle lotte in ordine sparso

• Interventi in assemblee sindacali

• delizie dell’austerità laburista

• Che razza di solidarietà proletaria si è offerta ai licenziati della Yoga-Massalombarda di Forlí?

• Lode al merito

• Solidarietà di classe, non solidarietà nazionale!

• Un “dibattito” sulle lotte operaie

• La nostra voce fra i metallurgici

 

Anno: 1967

 

Il programma comunista No 1, 12-25 gennaio 1967   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• I contratti sindacali al servizio della reazione capitalista

• Ferrovieri: uno sciopero per salvare la faccia. Autoferrotranvieri: Una “prova di responsabilità”

• Gli esperti - disgregatori della classe operaia

• Dalla galera aziendale triestina

• Disciplina del lavoro e socialismo

• Contro bonzi e Stato, la ripresa proletaria

• Ieri e oggi. «Ebbene, che muoia!»

• Una sana ma ingenua impennata operaia

• Le vere forze della storia

• La fabrica delle idee

 

Il programma comunista No 3, 10-24 febbraio 1967   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Per il risorge di un’ala rivoluzionaria nella CGIL

• Santa alleanza sindacal-padronale

• Sciopero “dall’ufficiale al mozzo”!

• L’”oggi” degli opportunisti

• Proletario e lotta di classe

• Bonzi smascherati

• La morale della favola secondo cui, nazionalizzazione eguale am socialismo

• Oggi comme ieri

 

Il programma comunista No 5, 16-30 marzo 1967   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Lotta di classe, non lotta di categorie

• Il punto sulla situazione sindacale nelle navi traghetto a Messina

• Sospensioni e piagnistei

• Autoferrotramvieri e lavoratori delle municipalizzate, schiacciati dal tradimento dei bonzi

• I minatori dell’Elba

• Il punto sulla situazione

 

Il programma comunista No 7, 13-27 aprile 1967   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• La funzione antiproletaria dell’”unità sindacale” che si sta cucinando fra vertici bonzeschi

• L’UIL conduce la danza

• Che cosa si è fatto degli scioperi dei 10.000 chimici-ENI

• La politica del nì

• Ancora sulla questione delle navi-traghetto

• Sempre un osso duro, i tramvieri napoletani

• Internazionalità dei bonzi

 

Il programma comunista No 10, 31 maggio - 14 giugno 1967   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Non aumento della produttività, ma riduzione dell’orario di lavoro

• L’unità sindacale dei bonzi spiana la strada al fascismo aperto

• Testimonianze della nostra battaglia

• Pagnotta assicurata

• I bonzi sindacali alla gogna. L’«autodisciplina dello sciopero»- Viva … lo straordinario - Briciole

 ai «musi neri» - «Contratto senza sciopero» - Forme «valide» - Indegni baratti

• Vecchuime degli “innovatori”

• La voce dell’emigrante

• Rosso e nero

• Scemenzaio. “Autolimitatevi”

• Francia- Belgio. Impennate proletarie

 

Il programma comunista No 12, 28 giugno - 10 luglio 1967   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Le condizioni per l’unità sindacale tra diktat borghese della C.I.S.L. e le cautele opportuniste della C.G.I.L.

• La fine della vertenza delle navi traghetto

• Come ieri, così oggi e domani

• Aggressione capitalista in permanenza

• Siluri dei bonzi alle lotte operaie. I tessili - I metallurgici

• Lotte sociali in francia

• Il triangolom fa il bilancio

 

Il programma comunista No 14, 1-31 agosto 1967   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Lotta implacabile alla dittatura controtrivoluzionaria dei bonzi

• L’indecente contratto dei tessili

• Botta di gerarchi e risposta di proletari

• Beffa ai tramvieri e cordone sanitario per i lavoratori delle autolinee

• La vera unità sindacale uscirà da una lotta potente degli operai per ridare al sindacato la sua fisionomia di classe, non da decisioni prese a tavolino da funzionari stipendiati

• Abasso i sabotatori dello sciopero alla St. Gobain!

• Per lo sciopero alla Bartoletti

• Il buon seme

 

Il programma comunista No 15, 6-20 settembre 1967   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Scavare la trincea di classe nei sindacati operai

• Mercenari codardi

• Non è una questione di «pelle» ma di classe

• Martire internazionale del lavoro altrui

• Una bella battaglia

• Falsi dissensi, accordo sostanziale

• Penosa “conclusione” della vertenza dei chimici-ENI

 

Il programma comunista No 17, 5-19 ottobre 1967   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Una conferenza tra bonzi della C.G.I.L.

• Contro le deleghe: una battaglia sempre aperta

• La situazione degli operai tessili dopo il loro contratto truffa. E adesso? - frantumazione dei salari

• Contratti - capestro

• La filosofia dell’”unità sindacale”

• Voci dal mondo. Viva i portuali inglesi! - Sangue proletario per nuovo sudore proletario!

 

Il programma comunista No 19, 9-23 novembre 1967   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Le lotte in corso esprimono sussulti di classe

• Le doglie del parto dell’unificazione

• Panorama operaio nella terraferma veneziana

• Battaglie tra gli autoferrotramvieri

• La lotta degli attrezzisti della Olivetti o il fallimento dichiarato di un contratto

• Organizzare gli inorganizzati!

• La vertenza dei calzaturieri

• Le Acli e i loro reggicoda “di sinistra”

 

Il programma comunista No 21, 15-31 dicembre 1967   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Spezzare i limiti aziendali delle lotte operaie - Unificare le rivendicazioni - Affasciare tutte le forze proletarie per riprendere l’azione generale della classe operaia contro il padronato e lo stato capitalista: Oltranzismo reazionario dei duci sindacali. Contro le deleghe, in difesa del sindacato!

• I bonzi ottengono il primo “comitato paritetico” al Cantiere Navale Breda di Portomarghera

• Il salario è miseria e schiavitù, ma per i rinnegati è “potere”

• Sul «barile di polvere». Germania - U.S.A. - Francia - Spagna - Cile

• Ecco a chi serve il preavviso dello sciopero!

 

Anno: 1968

 

Il programma comunista No 1, 15 gennaio 1968   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• La grande paura dello sciopero

• Le sordide manovre dei bonzi

• Cottimi, incentivi e marxismo

• Rivendicazioni: Lotta di classe non lotte di categorie in concorrenza reciproca! - ecc.

• I sindacati democratici, eredi delle corporazioni fasciste

• La vertenza dei lavoratori delle autolinee è ancora in alto mare

• Voci che turbano i sonni bonzeschi

 

Il programma comunista No 3, 19-29 febbraio 1968   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• La tattica del tartufo

• Nostre battaglie: alla Olivetti di Ivrea

• Fantasindacalismo

• Le ignobili Commissioni paritetiche

• Rivendicazioni: Lotta di classe non lotte di categorie in concorrenza reciproca! - ecc.

• Ce ne infischiamo!

• Unità falsa e unità vera

• Il monito degli operai di Pomezia

• In Toscana, fra i calzaturieri

• Nostri lutti

 

Il programma comunista No 5, 16-31 marzo 1968   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Le masse proletarie hanno imposto a Sindacati e Partiti lo sciopero generale

• Lezione dello sciopero delle autolinee

• Pronta reazione dei proletari venheti alla truffa pensionistica

• E’ malinconicamente finita la lunga lotta degli operai della Maraldi di Forlimpopoli

• Realtà della condizione operaia

• Gli operai della S. Gobain

 

Il programma comunista No 7, 13-30 aprile 1968   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Intensificare e generalizzare le lotte operaie per la riduzione della giornata lavorativa a sei ore a parità di salario e l’aumento sostanziale dei salari, senza cottimi, straordinari, incentivi, premi. Il programma dei comunisti, oggi e sempre

• Portuali americani e pompieri sindacali

• E che cos’è, questa, se non violenza sistematica?

• La “riorganizazione” dell’industria tessile

• Commissione Interna e realtà capitalistica

• Opportunismo e blocco dei salari

• Confessioni Italsider

• L’agitazione dei lavoratori delle autolinee

 

Il programma comunista No 9, 16-31 maggio 1968   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• Parlamento, sindacati, classe

• La menzogna dell’”autonomia sindacale”

• Finti sdegni. «Festa nuova»

• Tenerezze elettorali

• Utili netti…

• Entusiasmante riunione operaia a Ivrea

• Parla … Marzotto

• L’azione del Partito nelle lotte operaie. A Mestre-Porto Marghera per gli operai dell’ACNIL - Per i fatti di Valdagno - Per il 1° Maggio, in Sicilia

• L’annata Enel

 

Il programma comunista No 11, 16-30 giugno 1968   -  pdf  - Top

Spartaco (Supplemento, pagine 3-4):

• La classe operaia francese si è levata in piedi gigantesca: che la lezione del poderoso moto non vada perduta!

• Ampiezza limiti dello sciopero francese. Ampiezza e limiti del moto spontaneo - Imperialismo e lotta di classe - Entra in scena l’elletoralismo e la collaborazione di classe - Per la ricostruzione del partito di classe internazionale

• A ciascuno le sue quattro ruote

• Un altro dei nostri manifesti in Francia

• Il “Sindacato Rosso”

 

[con questo numero termina la serie di “Spartaco” come Pagina mensile del giornale “il programma comunista”; prenderà il suo posto “Il sindacato rosso (spartaco)”, Organo mensile dell’Ufficio Sindacale Centrale de Partito Comunista Internazionale]

 

 

Partito comunista internazionale

www.pcint.org

 

Ritorno ai archivi

Ritorno al catalogo delle publicazioni

Top