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Archivio del giornale «il programma comunista»

organo politico del partito dal 1952 fino al 1983

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Il sindacato rosso (spartaco)

Organo mensile dell'Ufficio Sindacale Centrale del Partito Comunista Internazionale

 

Anni 1969 - 1971

 

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Introduzione

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E’ noto che, in Italia, nell’autunno del 1969, di fronte all’acutizzazione dei peggioramenti delle condizioni di lavoro e di vita proletarie, in molte fabbriche, non solo nelle più grandi e importanti ma anche nelle medie e piccole, gli operai spingevano per scendere in lotta con più vigore e con mezzi più efficaci di quelli proposti dalle centrali sindacali tricolori. I licenziamenti, le sospensioni, la cassa integrazione, l’abbattimento dei salari e la contemporanea intensificazione dei ritmi di lavoro e della richiesta di straordinari, spingevano molti gruppi di operai a lottare fuori dalle direttive ufficiali e, spesso, contro di esse, mettendo in grande difficoltà le dirigenze sindacali che avevano comunque il compito di mantenere le lotte operaie nel solco della collaboarzione di classe e della difesa dell’economia aziendale e nazionale. Le centrali sindacali potevano contare sull’appoggio, diretto e indiretto, sia dello Stato che delle associazioni padronali; l’importante era che dimostrassero di saper riportare le reazioni proletarie sotto il loro controllo per il quale obiettivo tutto era permesso: la cacciata dal sindacato dei comunisti rivoluzionari, come era successo ai nostri compagni, e degli elementi ribelli; il sabotaggio delle lotte più dure, il loro isolamento e la loro frammentazione; il classico ricatto del posto di lavoro contro un salario più basso e condizioni di sfruttamento più dure. Il fermento che agitava la classe operaia in quel tempo poteva spaventare la borghesia e le forze dell’opportunismo politico e sindacale perché poteva assumere una caratteristica del tutto diversa da quella nella quale le stesse forze di conservazione sociale l’avevano abituata.

Il ricordo della lotta operaia a Torino durante i fatti di Piazza Statuto del luglio 1962, dove per due giorni 6-7000 operai tennero testa alla repressione poliziesca, gettando all’aria il legalitarismo, il pacifismo sociale e la sottomissione congenita del sindacalismo tricolore alle esigenze “superiori” dell’azienda, non era svanito del tutto. Gli operai, nell’autunno del 1969, avrebbero potuto ripresentarsi nelle strade con la stessa radicalità e con lo stesso sprezzo del legalitarismo e del pacifismo sociale; ma nei sette anni  che passarono tra il 1962 e il 1969, il collaborazionismo sindacale e politico non stette fermo, trasse una lezione: gli operai dovevano essere illusi di essere più forti se i tre principali sindacati si riunificavano, alzando in questo modo il livello di negoziazione con le “controparti”, e disponendo che le lotte seguissero i tentativi di negoziato e di accordo con il padronato o con lo Stato, a seconda dei casi. Le centrali sindacali gettavano in questo modo le basi per il successivo Statuto dei Lavoratori (legge 300 del 1970) che verrà presentato come una conquista storica in difesa dei “diritti dei lavoratori”, non solo sulle rappresentanze sindacali sui posti di lavoro ma ovviamente sui diritti legali a proposito di regole aziendali, orari, normative, “giusta causa” ecc. Il legalitarismo entrava così direttamente sul posto di lavoro; la fabbrica diventava il luogo nel quale si potevano dirimere tutti i “contrasti” tra salariati e padrone; la fabbrica, cioè il luogo di proprietà del padrone, diventava in pratica il “mondo” all’interno del quale i lavoratori salariati avevano accettato di discutere e negoziare le proprie condizioni di lavoro, fuori da ogni influenza “esterna”.

Ma, sull’onda dei movimenti del 1968 nelle scuole, i movimenti studenteschi continuavano a tenere le piazze e ad influenzare una parte non marginale degli operai più combattivi, sia formando nuovi gruppi politici più o meno “extraparlamentari”, sia ponendo una sorta di “questione sindacale” anche per gli studenti. Il partito, quindi, era chiamato a dare risposte precise anche rispetto ai movimenti studenteschi, risposte che non potevano limitarsi alle posizioni generali richiamate nel famoso articolo di Amadeo Bordiga Nota elementare sugli studenti ed il marxismo autentico di sinistra (“il programma comunista” n. 8, 1-15 maggio 1968), ma dovevano collegarsi sia all’indirizzo programmatico del gruppo insegnanti del partito aderenti alla CGIL-Scuola, indirizzo che orientava l’attività anche sindacale dei militanti di partito all’interno del corpo insegnante, sia alla critica politica tradizionale del partito di fronte alla cosiddetta “cultura operaia”, sul quale terreno potevano scivolare anche i compagni.

Il partito in questi anni, soprattutto oltr’Alpe, stava espandendosi; diversi giovani elementi, studenti oltre che operai, si avvicinavano al partito ponendo oggettivamente il problema di una loro integrazione politica e organizzativa; espansione che il partito non esaltava né in termini di aumento numerico dei suoi militanti, né considerava come fosse una graduale e progressiva influenza sulle masse operaie. Ma le nuove forze che giungevano davano l’opportunità al partito di aumentare le sue possibilità di intervento pratico sia nel campo “sindacale” sia nella propaganda politica più ampia; succedeva così che la quantità di interventi tendesse a prevalere sulla qualità degli stessi. Da un lato, da parte centrale, si ammoniva che, aldilà dei primi segni premonitori di una crisi non superficiale della società capitalistica, e aldilà di alcune manifestazioni episodiche di lotte dure e classiste, su scala generale il proletariato stentava molto a riconquistare il suo terreno di classe e i suoi tradizionali mezzi e metodi della lotta di classe, nonostante il diffuso disgusto verso le dirigenze sindacali che dimostravano sempre più di difendere in realtà gli interessi del capitale e non quelli del lavoro. L’azione del partito di critica dell’opportunismo e di propaganda delle rivendicazioni classiste sia sul terreno della lotta immediata che su quello della lotta politica più generale, era un’azione doverosa e necessaria – in quanto unica forza politica comunista poggiante sulle corrette posizioni marxiste – e il partito cercava in tutti i modi di approfittare di ogni pur piccolo spiraglio che si apriva nella situazione di generale asservimento del proletariato al capitalismo: le lotte di quello che è stato chiamato “autunno caldo”, in Italia, offrivano in effetti spiragli di questo genere, e nella stampa di partito lo si documentava regolarmente. Ma, pur dichiarando di non illudersi di poter ottenere chissà quale risultato dall’azione del partito tra le masse sindacalizzate, di fatto, porsi l’obiettivo di lottare contro la riunificazione delle tre centrali sindacali poggiandolo sulla “difesa della CGIL rossa” e della CGIL come “sindacato di classe” e lanciare la necessità di organizzare i “Comitati in difesa del sindacato di classe”, portava l’azione del partito su binari del tutto contraddittori e opposti alla direzione su cui si doveva indirizzare la radicalità che gruppi operai stavano esprimendo sebbene in maniera episodica e confusa.

Oltre agli episodi già ricordati in cui i nostri compagni sono stati cacciati dalla CGIL (come ad es. all’Olivetti di Ivrea) a causa della loro attività antiopportunista e rivoluzionaria e, in diverse situazioni la loro iscrizione non fu accettata perché non avvenne attraverso le deleghe alle aziende ma attraverso i collettori di fabbrica del sindacato che è sempre stato il metodo utilizzato dal sindacato operaio che intendeva restare autonomo dalle direzioni aziendali e dallo Stato, ci fu anche il processo e la condanna a sei mesi con la condizionale al compagno allora responsabile della stampa di partito, Bruno Maffi, quindi anche del “Sindacato Rosso”, con l’accusa di “istigazione all’odio di classe”, classica legge fascista ereditata bellamente dalla repubblica democratica post-fascista. Anche questo  fatto, invece di essere considerato come una delle tante azioni di intimidazione, sollecitate certamente dalle forze collaborazioniste della CGIL e del PCI, che il partito comunista rivoluzionario non può non aspettarsi e che deve inquadrare nella giusta dimensione dei rapporti di forza fra le classi non sopravalutando la portata di un fatto del genere, fu in qualche modo considerata come una “conferma” della nostra “pericolosità” per lo Stato borghese,  come se la nostra azione contro la riunificazione sindacale e per la costituzione di “comitati in difesa della CGIL rossa”, volta a disarcionare i vertici del sindacato, costituisse davvero un pericolo, se non nell’immediato, ma nel futuro prossimo, per lo Stato e la tenuta del sistema democratico...

L’aumento dell’attività pratica e di intervento poneva al partito, d’altronde, anche problemi di carattere organizzativo e, quindi, di più efficace centralizzazione poiché il campo sindacale – proprio per la sua caratteristica di essere spezzettato in mille rivoli, in mille casistiche, in una miriade di aspetti specifici su cui il padronato e il collaborazionismo fanno leva per frammentare, isolare, deviare e sfiduciare i proletari – è il terreno dove l’opportunismo è più forte, ha più armi di ricatto a disposizione, possiede una più lunga tradizione e sul quale ha potuto e può manovrare con grande destrezza nel distribuire briciole e favori, facendo leva in particolare sugli strati di aristocrazia operaia. E’ un campo su cui era ed è facile, anche per un partito attrezzato teoricamente come il nostro, farsi fagocitare dall’attività quotidiana, subire più direttamente gli umori, le emozioni e gli stati d’animo oscillanti, in negativo o in positivo, delle masse. Il terreno immediato, sindacale o politico che sia, è un campo in cui è più facile che il partito cada in errore ed è più difficile che si corregga se non può poggiare su una saldezza teorica e su una prassi coerente col programma e con la linea politica generale. In quegli anni il partito perse, anche se temporaneamente, la bussola teorica e diciamo questo perché la valutazione della situazione e delle forze in campo è sempre una questione teorica.

Segue il sommario dei numeri del “Sindacato rosso (spartaco)”, dal dicembre 1969 all’agosto 1971, come Organo mensile dell’Ufficio Sindacale Centrale del Partito Comunista Internazionale.


Il sindacato rosso (spartaco) 1969, 1970, 1971


 

Anno: 1969

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 18, Dicembre 1969  -  pdf  - Top

• I bonzi tradiscono le consegne operaie e accettano vergognosi patti sindacali. Espedienti ricattatori per piegare gli operai – No alle deleghe!

• Guai ai vincitori di oggi!

• La legge sui “diritti”

• La classe risorgerà

• Di lavoro si muore

• La solidarietà di classe in Marx

• Dai gruppi comunisti. Viareggio – Milano/Pirelli – Torino/Fiat – Diritti e quattrini

 

Anno : 1970

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 19, Gennaio 1970  -  pdf  - Top

• Bilancio dell’«autunno». Antefatto – Imposizione operaia – Divisione delle lotte – Tutti uniti contro la classe – Il compito dei comunisti

• L’unità con i sindacati gialli uccide il sindacato di classe

• Le repressioni dello Stato democratico. Condanna del Sindacato Rosso

• La lotta dei tessili

• Combattive avanguardie del proletariato internazionale

• La truffa del contratto in cifre

• Fascismo e democrazia vasi comunicanti

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 20, Febbraio 1970  -  pdf  - Top

• Sindacalismo da forca. Contratti e svalutazione – Chi reprime i repressori? – Sindacato di tipo nuovo

• La sinistra comunista sola guida di classe

• Lavoro a cottimo o “sistema del sudore”

• I comunisti della CGIL rifiutano le deleghe

• Attività dei gruppi comunisti. Milano – Torino – Firenze – Belluno

• Sindacalismo controrivoluzionario. In Svezia – In Germania

• Il capitalismo distrugge il lavoro

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 21, Marzo 1970  -  pdf  - Top

• No all’unificazione tricolore, per la CGIL rossa. L’unità dei duci sindacali

• Origine e funzione di Cisl e Uil

• Appello per la rinascita della CGIL

• Sul cottimo

• Il fucile dei padroni

• Le riforme del PCI

• Attività dei gruppi comunisti. La commedia democratica dei dirigenti la CdL Belluno – Firenze/Manetti & Roberts – Stice – Milano/Il contratto degli autoferrotranvieri

• Aggiornamento borghese. Il collocamento dei braccianti

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 22, Aprile 1970  -  pdf  - Top

• Viva il comunismo [manifesto di partito]

• In difesa del sindacato di classe

• Giudichino i lavoratori

• Vita e lotte proletarie in USA

• Cortona (Arezzo). Sindacato scuola

• Attività dei gruppi comunisti. Viareggio/Apice – Firenze – Ravenna/All’ANIC operai contro bonzi – Perugia/Indifesi i licenziati alla Piccini – Lavoratori tessili e del legno

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 23, Maggio 1970  -  pdf  - Top

• Sorgano i “comitati di difesa del sindacato di classe” contro i bonzi lioquidatori della CGIL e i sabotatori delle lotte operaie. Funzione e scopi dei “comitati”. Il programma [dei comitati di difesa del sindacato di classe]

• Oggi come ieri

• Abolizione dell’apprendistato

• 1° maggio rosso o tricolore?

• La “rivoluzione” degli sparafucile

• Lusinghe riformiste

• Attività dei gruppi comunisti. Francia – Nel sindacato scuola – Firenze – Cortona

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 24, Giugno 1970  -  pdf  - Top

• In vista del XV congresso nazionale della FIOM. Il programma comunista. Posizione comune – Partito e classe – Subdoli pretesti – Principi comunisti

• Il combattimento o la morte

• “Dall’attività rivoluzionaria la più grande soddisfazione della vita” (Marx)

• Nel sindacato “nuovo” tutto fa brodo

• Torino - FIAT

• Sindacato scuola

• Attività dei gruppi comunisti. Belluno – Cosenza

• Quella fogna del “manifesto”

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 25, Luglio 1970  -  pdf  - Top

• In margine al XV congresso FIOM. Triviale orgia bloccarda

• Una funzione di classe: abbattere il capitalismo

• 7 luglio: un’altra infamia dei bonzi

• O riforme o rivoluzione

• La nostra risposta

• Attività del partito

• Lo Stato reprime

• Dai nostri gruppi. Alla FIAT – Lavoratori del legno – Sindacato scuola

• E’ lo Stato che paga i sindacati

• Il PCI agli operai: sgobbare di più!

• Sul fronte internazionale

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 26, Agosto 1970  -  pdf  - Top

• Al lavoro compagni!

• Tregua salariale?

• La triste realtà dell’unità sindacale

• Bilancio delle lotte alla FIAT

• L’opportunismo è complice del fascismo

• La gerarchia dei salari

• Furto legalizzato

• Contro il cosmopolitismo dei bonzi l’Internazionale Sindacale Rossa

• Le foche ammaestrate

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 27, Settembre 1970  -  pdf  - Top

• Vili patteggiamenti tra lo Stato i sindacati e i partiti sabotano la resistenza operaia all’offensiva borghese. Ritornare alla lotta rivoluzionaria di classe. Quei tartufi dei bonzi!

• Produrre per vivere, non vivere per produrre

• Una nuova banda al servizio del capitale [le ACLI]

• Sul fronte internazionale di classe

• Agli operai calzaturieri

• Attività dei gruppi comunisti. Firenze/Rangoni – Firenze/Manetti & Roberts

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 28, Ottobre 1970  -  pdf  - Top

• Evviva la crisi (Sindacati, crisi e riforme – Polizia e squadracce)

• Nel paradiso socialdemocratico. Inghilterra – Germania - Olanda

• Dure lotte degli operai dei trasporti

• Attività dei gruppi comunisti. Firenze/Chimici, Calzaturieri, Enti locali, Sindacato scuola – Torino – Forlì – Viareggio - Cortona

• I braccianti non hanno accettato contrordini

• Contro il lavoro straordinario

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 29-30, Novembre-Dicembre 1970  -  pdf  - Top

• In margine al congresso CGIL-CISL-UIL. La CGIL verso l’autodistruzione (Le contraddizioni tra le tre centrali – La situazione oggettiva: i rapporti fra sindacati e classe operaia – Lo sciopero del 2 ottobre – Le riforme)

• Fiammata di classe all’Alfa Romeo

• L’operaismo contro il sindacato

• Dai gruppi comunisti. Cividale del Friuli – Cortona/Apprendistato e lavoro a domicilio – Ivrea/Olivetti – Firenze/Rangoni – Vireggio/Fervet

• Corrispondenza dagli USA

• Nel Belice il regime peggiore del terremoto

• La nostra battaglia nei precongressi della CGIL scuola. Il programma della frazione

• “Nuove” ricette per mascherare il disfattismo confederale

 

Anno : 1971

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 1, Gennaio 1971  -  pdf  - Top

• La nostra azione per il sindacato di classe

• Fascistizzazione in marcia. Inghilterra: di fronte all’estendersi delle lotte proletarie la democrazia invoca il fascismo

• La lezione della Spagna

• Viva la lotta dei proletari polacchi

• Dai gruppi comunisti. Cuneo/Nel sindacato con lo sconto – Ivrea/Olivetti – Firenze/Calzaturieri

• I “diritti” operai servono solo al padronato

• Dagli USA

• Come sovvenzionare i bonzi

• L’ordine è tornato nello stretto di Messina

• Congresso del Sindacato Scuola CGIL. Lotta della frazione comunista

• Il fascismo degli antifascisti

• Lotta articolata o sciopero generale?

• Argentina. Proletariato in lotta

• Delega e tessera unica, naufragio della FIOM

• La politica estera della Cina

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 2, Febbraio 1971  -  pdf  - Top

• Programma e azione comunista

• Gli operai polacchi nel solco del comunismo

• Intesa padroni-bonzi

• Impulsi operai per il sindacato di classe (Nelle grandi aziende – Verso la ripresa)

• Contratti fallimentari

• La lezione di Lenin

• Lotta comune per fini comuni

• Attività dei gruppi comunisti. Bolzano – Bologna – Francia

• Dopo il congresso del S.N.S. Per un fronte antiriformista

• La burla del 16 gennaio

• Abbracci sindacali al vertice

• Lacrime di coccodrillo

• Leninismo di comodo

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 3, Marzo 1971  -  pdf  - Top

• Per il decennio della ripresa della lotta rivoluzionaria di classe [manifesto di partito]

• Dai gruppi comunisti. Torino – Orcenigo(Friuli)/Scala – Schio/Lanerossi – Forlì/Bartoletti – Bologna/Corazza – Ravenna e Gela/ANIC – Viareggio/Picchiotti – Veneto/Procond e Faesite

• Verso la crisi di regime

• Il sindacato scuola di guerra

• Per i comitati di difesa del sindacato di classe

• Il benessere produce miseria e catastrofe. Il capitale scava la fossa – La risposta proletaria

• Le basi della certezza rivoluzionaria

• Gli operai polacchi contro democrazia e socialismo piccoloborghese

• Squallori dell’antifascismo

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 4, Aprile 1971  -  pdf  - Top

• Crisi economica e disoccupazione operaia, fallimento del regime capitalistico. Preminenza del partito sugli organismi operai – I dati dell’incipiente catastrofe

• False teorie borghesi sul salario

• Dai gruppi comunisti. Ecco chi frena la magnifica combattività operaia. Nel Gruppo Zanussi – Alla FIAT

• Il nostro intervento al IX congresso prov. del legno. Per spezzare il cerchio dell’aziendismo (Bolzano)

• Contro la collusione tra sindacati e direzione aziendale. Ivrea

• Il comitato di difesa del sindacato di classe a tutti i lavoratori del commercio

• Sanare l’economia nazionale: unica preoccupazione degli opportunisti. Genova

• Potere operaio: l’ideologia disfattista

• Engels: No al sistema del salario

• Fiammate di lotta: preludio alla riorganizzazione internazionale del proletariato

• Il contratto della gomma: un altro sabotaggio sindacale

• Lettera dalla Germania. La condizione delle lavoratrici nella Germania del miracolo economico

• Crisi e disoccupazione nel settore tessile

• Conferenza dei metalmeccanici. Banco di prova dell’intrallazzo unitario

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 5, Maggio 1971  -  pdf  - Top

• Unificazione e riforme

• La Comune di Parigi 1871, primo Stato di classe

• Noi e gli anarchici vecchi e nuovi

• Primo maggio. Sfida di classe non pace sociale

• Dai gruppi comunisti. Prato – Alla FIAT – Porto Marghera/Montedison – Ravenna/Anic

• Dal Piemonte. Operai indifesi di fronte a crisi e disoccupazione

• Firenze: Stice, nostro sostegno agli operai combattenti

• L’esercito industriale di riserva alla base della feroce concorrenza operaia

• In margine alla riunione generale di partito

• Il marasma riformista freno alla ripresa delle lotte operaie

• Gli operai russi sotto la morsa del capitalismo

• Lettera dalla Scandinavia. Opposizione rivoluzionaria nel paradiso socialdemocratico

• La “lunga marcia” verso il capitale

• Ceti medi e classe operaia

• Ebbrezze presidenziali: La borghesia prega e minaccia

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 6, Giugno 1971  -  pdf  - Top

• Lotte immediate e riforme

• Degenerazione dei sindacati

• La marcia della classe piegherà lo Stato

• Dai gruppi comunisti. Arezzo/Lebole – Porto Marghera/Petrolchimico – Forlì/Bartoletti – Belluno-Pordenone/Procond e Zanussi-Mel

• Lettera dalla Scandinavia: Nel paradiso socialdemocratico opposizione rivoluzionaria (La sconfitta operaia danese e gli scontri sociali dell’inverno 1970-71)

• Dalla monarchia alla repubblica di sua maestà il capitale

• I sagrestani del Movimento Politico Lavoratori per un capitalismo dal volto umano

• Col cottimo e la crisi i padroni ingrassano. Edili – Tessili

• Dalla Francia: Dappertutto la ripresa delle lotte proletarie si scontra con l’interesse nazionale

• FIAT. Le lotte integrative alla mercè degli aguzzini sindacali

• L’elemosina del padrone

• Sindacato Scuola (L’azione della Frazione sindacale comunista nella CGIL)

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 7, Luglio 1971  -  pdf  - Top

• Le lotte FIAT e Zanussi: Droga riformista e isolamento aziendale sconfiggono una coraggiosa lotta operaia (La lotta alla Fiat e alla Zanussi – La posizione dei bonzi sindacali e dei partiti opportunisti – Il contenuto degli accordi)

• Il ricorrente “pericolo” di destra

• Trinità sindacale: il lungo percorso della feroce politica antiproletaria

• Panorama internazionale dei conflitti di classe

• Lettera dalla Scandinavia: Il fronte popolare in Finlandia e l’unificazione sindacale

• La ripresa di classe passa per la rivolta contro l’opportunismo

• Crisi, opportunismo e invarianza comunista

• Poliziotti a convegno

• Dai gruppi comunisti. Bologna/Corazza

• Renault. Bonzi italo-francesi a confronto

• Una proposta: Lama consigliere di Stato

• La conquista del potere secondo il PCI

• Gli operai del sud soli a difendersi da bonzi, padroni e Stato

 

Il sindacato rosso (spartaco) No 8, Agosto 1971  -  pdf  - Top

• Ritornare al sindacato di classe

• Licenziamenti e salari svalutati per uscire dalla crisi

• Gli imbrogli stalinisti di “Corrente Rossa”

• Anche i braccianti schiacciati dalla politica delle “alleanze” dei bonzi

• Panorama internazionale: USA, Germania

• La lotta dei Ferrovieri di Roma Termini: i “gruppi” non possono guidare la ripresa proletaria

• 1927: Comitato anglo-russo contro il proletariato in lotta

 

 

Partito comunista internazionale

www.pcint.org

 

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